
Voglio Diventare Un Crazyrunner!
INTRO a cura di Vittorio – Presidente del SupercarSafari
“Stay Hungry, Stay Foolish” – diceva il folle Patron di Apple, e se riguardo la pazzia non avevamo dubbi visto il nome della CrazyRun, ma mai avremmo immaginato che il continuo susseguirsi di indizi, tranelli, indovinelli e km [tanti km] ci avrebbero condotto ad una due giorni di dieta forzata. Sì, avete capito bene, non un minuto per pranzare se volevi piazzarti in buona posizione ed avere il tempo di creare scompiglio in lungo e in largo vestiti da Emiri con musica medio orientale tuonante dalle casse Bose di una Porsche Turbo.
Ma facciamo un passo indietro. Ho conosciuto Giulio e David circa 6 mesi fa, mi hanno raccontato con vivo trasporto della loro creazione, ho respirato nelle loro parole le stesse emozioni che mi invadono ogni volta che parlo di SupercarSafari, ho percepito l’impegno, la passione, la dedizione con cui si divertivano a render pazza la gente. Ho accolto il loro invito, ho trascinato con me uno dei miei più cari amici e un gruppo di altri 5 equipaggi fuori di testa [rigorosamente by SupercarSafari] pronti a sfidare le convenzioni buttandosi capofitto nella CrazyRun. Porsche, Maserati, Audi, Ferrari – come sempre quando ci muoviamo, vogliamo farlo bene, tanto da aver creato anche l’account Instagram @TheSultans30 per non intasare di foto quello principale di @SupercarSafari.
Sabato mattina, la tanto temuta pioggia lascia spazio ad un timido sole e noi del team “TheSultans” ci rechiamo al CheckPoint iniziale a Monteriggioni: PAZZESCO! Stimati professionisti agghindati come i BeachBoys, un Camion mimetico che da Bolzano al trotto di 45 km/h è giunto pronto a tutto, due consoli romani in tunica con una 981 GTS al posto della Biga, e chi più ne ha più ne metta. Questo in un solo colpo d’occhio è la CrazyRun. Ma non facciamo in tempo a salutare i presenti che ci ritroviamo con un barattolo per le urine in mano, alla ricerca di una mosca viva per poi passare alla spasmodica ricerca di caramelle di pino fino ad un innervosente Gnomo che, di farsi trovare, proprio non ne voleva sapere. Tutto con supercars e auto assurde sfreccianti da una parte all’altra. Tra un indizio e l’altro, convinti di passare la notte in Toscana, ci ritroviamo a Milano Marittima senza essercene neanche accorti, ma soprattutto senza aver pranzato, paparazzati da passanti increduli nel trovarsi di fronte due Emiri proprio qui, in Romagna. Il tempo di fare due fotografie con i passanti, lavare la macchina [in attesa del nubifragio da lì a pochi minuti], mangiare una piada ed è già ora del mega party al Pineta e qui SupercarSafari prende il primo premio per spesa al privè con il Team Batman! Dormire ormai diventa l’unico obiettivo, ma la sveglia suona presto e si riparte verso nuove assurde imprese, tra una preghiera al dio del Metano e una cronoscalata sul bagnato senza esclusione di sovrasterzi. Delirio in Piazzale Michelangelo per l’arrivo dei Sultani [in città già si parla di interesse per l’acquisto della Fiorentina…] e via nel bagno di folla di San Miniato dove un pazzo sogno di due giorni lascia spazio alla realtà: siamo di nuovo in Toscana, il Qatar è lontano, ma noi, TheSultans e gli altri Team del SupercarSafari non possiamo che firmare per l’anno prossimo.
SupercarSafari ci sarà e vincerà TUTTO … o al massimo compreremo la vittoria!
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Pazzesca, goliardica, inimitabile – sono questi i primi tre aggettivi che ci vengono in mente leggendo il racconto di Vittorio, dopo aver preso parte all’edizione numero 4 della CrazyRun e sono queste le medesime parole che ci arrivano da Giulio e David, creatori di questo pazzesco, goliardico ed inimitabile evento. In realtà, me ne sarebbero venuti in mente almeno un altro buon centinaio, ma in fin dei conti nessuna parola renderebbe giustizia a questa due giorni così unica che una volta terminata vi lascerà un senso di vuoto paragonabile soltanto al finale di stagione di “Games of Thrones”. Come avrete capito non si tratta di un semplice raduno, ma nemmeno di un classico tour di guida e tantomeno di una “semplice” caccia al tesoro, quello della CrazyRun è un format che non ha assolutamente eguali e che vi cattura e catapulta in un vortice di emozioni, divertimento, spasmodiche ricerche di indizi per proseguire la vostra gara (di regolarità), sino al checkpoint successivo e permettere così al vostro Team di avanzare, guadagnare punti, e provarle tutte per non portare a casa una brutta figura. Parte integrante e fondamentale dell’evento non sono solo le auto, ma anche i partecipanti ed i loro travestimenti, che li rendono a tutti gli effetti perno della manifestazione. Arrivati a questo punto diamo per scontato che sappiate bene di cosa si tratta – il successo mediatico e la grande curiosità che gravita attorno alla CR è ormai qualcosa di consolidato e giunti alla quarta edizione, non stiamo più nella pelle in attesa della quinta del prossimo anno.
Quello che invece non è facile trasmettere con un racconto o con delle fotografie è l’atmosfera che si crea. “Un evento unico, al quale è possibile partecipare con una supercar o con un’auto d’epoca e dove alla fine saranno tutti pienamente soddisfatti, sia vincitori che vinti” – sono testimonianze come questa, di un partecipante alla CR4, che rendono tutto l’insieme di momenti surreali, alle volte grotteschi, assurdi e persino maligni, voluti dagli organizzatori, un qualcosa che deve essere respirato in prima persona. Si fanno nuove amicizie, si impara che lo spirito di squadra è qualcosa che va messo al primo posto, e soprattutto si mettono a dura prova ingegno e nervi, in una gara contro i preconcetti e contro la noia quotidiana. Per due giorni si stacca la spina e si mettono le dita bagnate nella presa di corrente, prendendo una scossa che farebbe rinvenire anche i morti. Abbiamo così visto 70 Team agghindati come appena fuggiti da un manicomio, rincorrersi su e giù per Emilia Romagna e Toscana, il tutto nel più completo stupore dei passanti. Si è potuto guidare attraverso strade incredibili e panorami mozzafiato, dando anche sfogo al proprio piede destro, ma con il costante obiettivo di risolvere gli indovinelli e le prove sottoposte dallo staff, al fine di chiudere il primo giorno, e soprattutto il secondo, in cima al tabellone dei punteggi.
Abbiamo chiacchierato con David e Giulio, che ci hanno raccontato come in appena 4 edizioni, la CrazyRun è ormai diventata un autentico fenomeno di culto – CrazyRunner una volta, CrazyRunner per sempre! E così, anche quest’anno ne abbiamo viste di tutti i colori, tra supercars del calibro di Ferrari, Maserati, Porsche che giravano all’impazzata attraversando luoghi alle volte non così convenzionali, sino a chi ha dovuto portare l’auto in officina e far lavorare un buon amico tutta la notte per riparare i freni, in modo da essere in grado di riprendere la competizione il mattino seguente. Ed avete visto il Team Rufus con quello splendido Range Rover Sport SVR con livrea JPS? Ogni volta che si fermavano, i “maggiordomi” a bordo della 500 Abarth che li seguiva, scendevano, aprivano loro le portiere e gli versavano un flute di champagne. Pazzesco! Grande coinvolgimento anche dei social, con particolare attenzione a Facebook, soprattutto durante la prova che richiedeva l’ottenimento di almeno 150 like per una propria foto ed in questo caso, nessuno ha potuto contrastare l’astuzia del Team Iron Man, che hanno sponsorizzato lo scatto della loro 488 Spider, ottenendo così ben 4600 likes!
70 Team hanno preso parte all’edizione di quest’anno e 70 Team ne sono usciti vincitori morali, avendo vissuto un’esperienza indimenticabile ed appagante. Due giorni immersi nella più pura e sana follia, fatta di schiamazzi, amici, rombi di motore ed auto (ma non solo, vedi per esempio l’assurdo camion ex-militare da 12.000cc) e già si pensa all’edizione 5, un traguardo importante che raccoglie una meritata risposta da un sempre maggior numero di appassionati che vogliono regalarsi questa botta di vita. Perché a volte, la medicina migliore per sfuggire dalla noia quotidiana, è una forte dose di sana follia, una dose di CrazyRun!
Testo di Tommaso Mogge