
Honda E | Test Drive
HONDA E
E-XTRAORDINARY
Testo Andrea Balti / Foto Richard Montagner
Abbiamo già provato la Honda E, ma personalmente non avevo ancora avuto modo di cimentarmi alle prese con cavi, ansia da ricarica e lo sbarazzino look della piccola tutta elettrica giapponese che fa tanto parlare di sé. A dirla tutta, per un cultore della combustione interna come il sottoscritto, di quelli che i weekend si svegliavano sempre presto e andavano a sistemarsi in un prato a gustarsi qualsiasi competizione di rally arrivasse nei paraggi a prescindere dalle condizioni meteo, suona difficile immaginare di muoversi da casa all’ufficio senza emettere neppure il minimo suono. Ma dato che dovrebbe essere intenzione comune evitare di lasciare ai nostri pronipoti un pugno di cenere, è bene aprire i propri orizzonti. Ok, ma perché proprio io? Il mondo non finirà, perlomeno non nei prossimi cent’anni!
Come tutte le vetture elettriche, la Honda E non vuole salvare il mondo. Non da sola. Ma se da qui a qualche anno si prospetta la possibilità – nel Regno Unito è già in fase di definizione – di muoversi soltanto in modalità EV, allora assicuriamoci di avere a disposizione un oggetto che sia in grado di trasportarci in maniera originale e senza dover necessariamente rinunciare ad un pizzico di coinvolgimento. La mia esperienza con la piccola compatta Honda rappresenta il più prevedibile incontro tra un giornalista appassionato di motori vecchia scuola ed una vettura venuta dal futuro, che ha portato con sé l’utile e il dilettevole, come per esempio un acquario con pesci tropicali, ai quale potrete addirittura dar da mangiare, semplicemente toccando lo schermo touch in mezzo al cruscotto.
Questa non è una recensione sull’auto, quella la potete agevolmente trovare sul numero 88 (gennaio/febbraio 2021), quanto piuttosto un’esperienza senza filtri di uno come voi, che per la prima volta si trova alle prese con un mondo ormai prepotentemente entrato nel panorama automobilistico contemporaneo. Il suo look ispira tenerezza, è come guardare un cucciolo. Così piccola, con quegli occhietti tondi sia all’anteriore che al posteriore. La carrozzeria bicolore le dona un aspetto da elettrodomestico, che del resto è in parte ciò che rappresenta, trattandosi di uno strumento adibito a spostare persone e oggetti da un punto ad un altro. Questo lo fa nel totale silenzio e senza un briciolo di inquinamento, grazie ad un motore elettrico con batteria da 35,5 kWh che eroga l’equivalente di 82 cavalli. Come prassi, la curva di coppia di 315 Nm e la stessa potenza specifica dell’unità elettrica vengono sprigionate immediatamente, in questo caso sulle sole ruote posteriori. Questo significa che la piccola e tenera E si dimostra capace di schizzare via dagli incroci in uno schiocco di dita.
Attenzione però, perché le ridotte dimensioni – che peraltro non rispecchiano un peso consistente e che supera la tonnellata e mezzo – implicano che l’energia accumulabile in fase di ricarica e che corrisponderà ai chilometri che potrete percorrere prima della sosta successiva, sarà l’equivalente di circa 210 km. Nella mente petrolifera significa essere prossimi alla spia della riserva ed è probabilmente questo il più grande stravolgimento da affrontare, è un po’ come viaggiare sul filo del rasoio, ma in realtà ci si inizia a dover preoccupare soltanto quando il numerino dell’autonomia arriva a 40 o 30 chilometri. In questo caso, il sistema di bordo vi indirizzerà verso una colonnina di ricarica vicina e qui arriva il punto focale dell’argomento auto elettriche: i tempi di ricarica.
Temporeggiamo ancora per un momento, perché da quando sono partito e ho cominciato a guidare, questa Honda E non ha fatto altro che sorprendermi in positivo. Si manovra in un fazzoletto, è brillante, ha un ottimo grip ed è come un grosso giocattolo dalle infinite qualità, primo fra tutti il coinvolgimento offerto da un corpo vettura che è letteralmente una manna nel centro città. Si posteggia in un millisecondo, si sgattaiola nel traffico grazie ad una visibilità totale su ciò che vi sta attorno e quando si esce dai centri urbani, l’elasticità del motore elettrico e la possibilità di regolare il recupero di energia (con una sorta di freno motore) mediante le palette al volante, offre praticamente due vetture in una. Bisogna impiegare qualche momento per entrare in sintonia con i calcoli da effettuare, qualora si renda necessaria una gita fuori porta nel caso di un viaggio autostradale, mettete in conto di dover obbligatoriamente impegnare del tempo per ricaricare completamente il pacco batteria.
Se infatti le colonnine di ricarica si stanno espandendo a macchia d’olio, quelle che avranno potenza ridotta sono destinate esclusivamente alle emergenze. In questo specifico caso, come da presa domestica, per ricaricare appena 30 km occorrerà impiegare 3 ore, la metà del tempo e un costo di circa €5 (per il momento, ndr) da colonnine da 20,7 kW. Non resta quindi che affidarsi a quelle con almeno 60 kW, dove in circa 1 ora di tempo sono riuscito a passare da 20 km a 200, praticamente il pieno dell’energie accumulabile sulla Honda E. Questi calcoli e l’indispensabile utilizzo di App o carte dedicate non sono il male venuto dal futuro, ma in un mondo in cui siamo perennemente di fretta e il tempo a disposizione è sempre meno, passare dai pochi secondi necessari per un rifornimento classico alle mezz’ore – se non più – indispensabili per pompare energia, può scoraggiare. Questo non è colpa delle auto elettriche, quanto invece delle infrastrutture, che a distanza di nove mesi dal nostro test precedente con la Honda E non sono cambiate granché. Capita poi di trovare una stazione di ricarica già occupata, oppure non funzionante e allora subentra il panico.
Per fortuna non è questo lo scenario odierno e dopo aver apprezzato le qualità dinamiche messe in mostra tra le curve, con una trazione posteriore che esclude il benché minimo accenno di sottosterzo, sono finalmente entrato in completa sintonia con un futuro che non mi spaventa come invece riusciva a fare sino a qualche settimana prima. Certo che il rombo di un 8 cilindri non potrà mai essere sostituito, ma le sensazioni provate al volante della Honda E sono tutto fuorché esclusivamente legate alle emissioni zero che offre quale concetto principale. Riesce infatti a divertire, a farti venire voglia di salire a bordo e guidare. E poi, tolto il fatto che tornerete a fare esercizio in materia di matematica, se la vita in città non ha intenzione di far sparire gli ingorghi presenti a tutte le ore, avrò perlomeno tempo per dare da mangiare ai pesciolini, mentre ascolto un po’ di musica e mi godo uno degli abitacoli più cool e politically correct disponibili sul mercato.
HONDA E
Motore elettrico con batteria da 35,5 kWh (28,5 kWh utilizzabile) Autonomia 210 km Potenza 60 kW (82 cv) Coppia 315 Nm
Trazione Posteriore Trasmissione Cambio automatico rapporto unico Peso 1.595 kg
0-100 km/h 8,3 sec Velocità massima 145 km/h Prezzo €38.900