
AC Schnitzer X5 & X6 Falcon
AC Schnitzer ha due notevoli peculiarità. La prima è radicata nella profonda competenza che hanno verso il tuning delle automobili, in particolare verso quelle del gruppo BMW, le loro preferite; la seconda è il fatto che a differenza della maggioranza dei tuner non si limitano soltanto a pompare cavalli fuori dai motori di berline o coupé già performanti in partenza, ma sono tra i primi ad aver messo le mani sui motori a gasolio, rendendoli più performanti e limando quella differenza che c’era tra un propulsore diesel ed uno benzina. Nessuno potrà accusarvi di essere uno “spilorcio” se girate a bordo di un X5 Falcon, perché giustamente anche l’occhio vuole la sua parte, ma senza tralasciare l’orecchio ed il sesto senso, quello che proviamo quando guidiamo una vettura piacevole da portare in giro, e non solo un mezzo di trasporto che si limiti ad essere utilizzato coma carrozza coperta per i tragitti casa/lavoro.
Uno dei SUV più famosi al mondo è l’X5 e in compagnia del tanto controverso X6, che lo si ama o lo si odia, hanno senza dubbio generato ottimi profitti per la casa bavarese. Quindi, quale momento migliore per portarsi a casa uno di questi bestioni usati, a buon prezzo e poi renderlo qualcosa che non invecchierà inesorabilmente come quelle versione standard che più standard non si può? AC Schnitzer li chiama “Falcon” e sono gli allestimenti estetici e gli upgrade motoristici per il SUV ed il SAV dell’Elica. Vernice bianca per l’X5, mentre si veste di nero l’X6, entrambi i body kit sono stati presentati a cavallo tra il 2008 ed il 2009 su propulsori a gasolio: entrambi sui motori più appetibili per la maggioranza dei clienti, i 3.0 turbodiesel (35d per l’X6 che vanta quindi una turbina in più). Le potenze sono state sensibilmente aumentate sino ad ottenere per entrambi i modelli 310 cavalli, numeri che non strapperanno l’asfalto, ma che combinati al notevole peso di questi due SUV, agevolano non poco, limando sorprendentemente anche i consumi di carburante. Esteticamente sono ancora più muscolosi e soprattutto con la livrea bianca, la linea massiccia non tradisce e capiamo di trovarci di fronte a qualcosa di diverso dal solito. Cerchi in lega da 22’’ per entrambe sotto a passaruota allargati, un nuovo impianto di scarico che regala un sound decente al motore ed un interno rivisitato soltanto in minima parte (leggi tappetini, manopola infotainment e loghi della Casa).
Questo è un esempio lampante di come per creare qualcosa di interessante e soprattutto di utile, non serve sempre stivare centinaia e centinaia di cavalli e turbine sotto ad un cofano. Lo vedrebbe chiunque. Quando si dice “occhio di falco”…
Testo di Jessica Landi