
Audi RS Q3 Sportback | Test Drive
Testo Alessandro Marrone / Foto Gian Romero
Non puoi certo dire che passi inosservata. Il Verde Kyalami è un enorme magnete a cinque porte che funge da preambolo per ciò che quest’auto rappresenta realmente. Ok, è logico che si tratti di una vettura che allarga i propri orizzonti anche verso un utilizzo più civile, ma quando il pacchetto Audi mi si presenta recitando un soliloquio accompagnato dall’inconfondibile sound di un 5 cilindri in linea, la mia mente spalanca le porte alla sagoma di quella Sport Quattro che ha stravolto il mondo dei rally negli anni 80, poco meno di quattro decenni fa, momento in cui la casa di Ingolstadt diede alla luce il primo cinque cilindri della propria storia, equipaggiandolo prima sull’Audi 100 e poi sulla quattro (sì, volutamente minuscolo).
Giunto alla sua ultima evoluzione, prima di lasciare spazio alla prossima generazione di RS3, può un motore per nulla scontato essere in realtà ciò di cui non possiamo fare a meno? Potrà mai essere l’anima di un’auto – la variante Sportback della RS Q3 – che ha creato la nicchia di una nicchia e che per l’occasione si veste a festa con il più vistoso dei costumi e carica 400 cavalli sotto al cofano, sprigionati da quel 5 trasversale che scarica su tutte e quattro le ruote il desiderio di percorrere ogni strada come se fosse un inno a ciò che sembra ci stia lentamente sfuggendo di mano, il divertimento alla guida. Tutto senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, tartassati da ibridi, decine di modelli 100% elettrici che a suon di prestazioni e promesse di un futuro migliore stanno silenziosamente soppiantando motori come questo.
La nuova RS Q3 – qui appunto in versione Sportback – è un giocattolo da portare sempre con sé, meno ingombrante e costosa della esplosiva RS Q8, si propone come il trait d’union tra la RS3 e la RS4 Avant, guadagnando qualche centimetro da terra che concede una migliore visibilità sul traffico, ma non penalizza il comportamento in curva, tenendo premuti a terra i 1.700 kg grazie alla immancabile trazione integrale Quattro di tipo Haldex, che nonostante prediliga l’asse anteriore arriva a gestire al meglio la potenza e il grip in curva, distribuendo sulle ruote posteriori fino al 50% della trazione. Questo si capisce più con i fatti che con le parole, soprattutto quando avendo personalizzato i due settaggi individuali a disposizione (RS1 e RS2), andrete a sfruttare la riserva di potenza del cinque cilindri e noterete un rollio praticamente inesistente.
L’oggetto verde non identificato dimostra ancora una volta che credere sia la cosa giusta. Credere in un futuro dove propulsori come questo possano continuare a equipaggiare automobili che non disdegnano la vita quotidiana, offrendo spazio per cinque persone, bagagli e un abitacolo impreziosito da quei dettagli che rendono questa RS Q3 Sportback maggiormente concentrata verso il suo lato prestazionale. Abbiamo sedili sportivi in pelle e Alcantara con poggiatesta integrato e un volante con la parte inferiore squadrata alla quale aggrapparci mentre decidiamo di andarci giù pesante, sparando una dopo l’altra le 7 marce del cambio automatico a doppia frizione S tronic, azionabile anche tramite gli appositi paddle.
L’assenza dell’impianto frenante carboceramico (optional) non si fa sentire in città, rendendo i movimenti più fluidi, ma una volta lanciato a velocità su una strada di montagna, mi rendo conto che i freni in acciaio, per precisi che siano, non offrono la stessa confidenza dei dischi ceramici, ma questo soltanto per l’incredibile facilità con cui si raggiungono velocità da ritiro di patente. A questo aggiungete il fatto che l’RS Q3 sia letteralmente incollata a terra e che a prescindere dal tipo di curva sia possibile tenere giù il gas e sentire lo sforzo che avviene sotto, con le ruote che mordono l’asfalto e ci sputano con violenza fuori dalla tornata. A fare da cornice a questo concitato momento di guida, il particolare ordine di accensione dei cilindri (1-2-4-5-3) che cerca in tutti i modi di far fuoriuscire dal doppio scarico ovoidale un sound degno di tanta concitazione, in parte strozzato dalla presenza del filtro antiparticolato. Il 2.5-litri non è soltanto un gran motore per via della sua particolare architettura, ma è quello strumento che rende la guidabilità della vettura particolare e coinvolgente. Abbiamo una potenza massima di 400 cavalli, un picco che aumenta di intensità in maniera molto lineare e che pizzica la linea rossa ad un numero di giri piuttosto elevato per un motore turbocompresso. In questo frangente, soprattutto ai bassi, c’è un leggerissimo ritardo in erogazione – il cosiddetto lag – ma quando si toccano i 2.000 giri e i 480 Nm di coppia entrano in gioco, si viene premuti al sedile e si possono raggiungere i 100 orari in 4 secondi e mezzo, i 160 in appena 10,4 e una velocità massima che con il pacchetto Dynamic rimuove il limitatore elettronico e raggiunge senza problemi i 280 orari. Saremo abbastanza coraggiosi?
Se i numeri ci aiutano a capire universalmente quanto un’auto sia veloce, è soltanto l’esperienza di guida che è in grado di consacrarne l’aspetto dinamico, quello che per un appassionato conta più di ogni altra cosa. E in questo frangente le curve che si parano davanti a me sono il provvidenziale intervento della sorte, pronta a benedire il modello meno scontato dei quattro anelli. Modalità RS1 pronta a garantire la massima incisività, cambio in sequenziale e piede destro che affonda con ignoranza sull’acceleratore. Il 5 cilindri adora sbraitare e le dimensioni contenute del SUV (4,5 metri di lunghezza, 1,5 di altezza e 2,6 di passo) permettono di saltare da un punto di corda all’altro come se un chirurgo tracciasse la propria via con il suo bisturi più affilato. La notevole riserva di coppia concede la possibilità di non dover ricorrere a cambi di marcia che si fanno superflui, soprattutto nel tratto di misto più stretto, dove la trazione Quattro morde bene e cancella quasi anche il minimo accenno di sottosterzo. E poi giù ancora con il gas e la sinfonia dei fantastici cinque là davanti ad accompagnare una linea rossa braccata dal senso di velocità offerto da un propulsore che è leggenda e che mantiene quell’indomito carattere corsaiolo, oggi come quarant’anni fa tra gli stage di qualche prova speciale.
Basta la pressione su un pulsante, spostando la leva del cambio (quella è stilisticamente obsoleta, bisogna ammetterlo) in modalità automatica e l’RS Q3 Sportback cambia pelle, diventando il SUV ideale per il bravo ragazzo di famiglia che tutti si aspettano quando parlate di 5 porte, 5 posti. Ma quel verde psichedelico non nasconde le sue vere intenzioni, è come un rivolo di sangue che scende dalla manica e tradisce la vostra sete di adrenalina e curve. L’RS Q3 Sportback è senza ombra di dubbio un’ottima auto per andare in ufficio durante la settimana, ma capiterà di prendere la strada più lunga, il bivio che tutti evitano perché tortuoso e disperso nel ventre di qualche collina – o se siete geograficamente fortunati, di qualche montagna – ma questo vorrà dire che migliorerete il vostro umore in maniera naturale, lasciando che ciascun cilindro appaghi i rispettivi sensi e ci tenga uniti a quell’eroico passato creato e distrutto dal famelico Gruppo B, dove sognare era imperativo. Allo stesso modo la speranza più grande è che propulsori come questo non siano destinati a estinguersi, ma che possano continuare a regalare brividi anche alle generazioni che verranno.
Il prezzo del biglietto è di poco più di 68.500€, ma stiamo parlando della versione tradizionale. La Sportback è nettamente più affascinante, ha un look più sportivo e di questo colore è un po’ come vedere una Urus in miniatura, ma riuscita meglio. In questo caso si parte da circa 72.000€, al quale potrete poi aggiungere il pacchetto Dynamic e altri optional che andranno ad affilare ancor più la vostra scelta. Ciò che però la rende grandiosa è che si tratti di un prodotto completo, utilizzabile e realmente sfruttabile 365 giorni l’anno e capace di mettere sempre a disposizione un’eredità custodita sotto al cofano motore. Se poi siete affascinati come me dal suo look muscoloso, da quei parafanghi allargati, dalla coda all’insù e da come i cerchi da 21 pollici in lega leggera riempiono bene i passaruota, allora diventa tutto più semplice. Questa potrebbe davvero essere l’auto che spunta tutte le fatidiche caselline rimaste vuote troppo a lungo.
AUDI RS Q3 SPORTBACK
Motore 5 cilindri Turbo, 2.480 cc Potenza 400 hp @ 5.850-7.000 rpm Coppia 480 Nm @ 1.950-5.850 rpm
Trazione Integrale Trasmissione Cambio Automatico a 7 rapporti Peso 1.700 kg
0-100 km/h 4,5 sec Velocità massima 280 km/h Prezzo da €72.600