
Caterham Seven 275R: Da Zero A Infarto
CATERHAM SEVEN 275R
Da Zero A Infarto
Testo di Alessandro Marrone
Foto di Richard Montagner
Una Caterham ti trasmette il vero senso della velocità e mette in discussione le tue convinzioni. Te ne accorgi quando entri in curva e preghi di uscirne vivo, anche se poi capisci che non eri nemmeno vicino al limite di tenuta. A quel punto diventa una droga di cui non puoi fare a meno.
È una giornata caldissima, il sole troneggia alto nel cielo con quel suo atteggiamento impassibile e ogni fazzoletto di ombra è come un’oasi in mezzo al deserto. L’asfalto rovente incolla le gomme e trasforma le curve in una specie di binario, sul quale la Caterham riesce a disegnare traiettorie di qualsiasi tipo, senza il minimo sforzo. Sono io che devo innanzitutto capire come bisogna guidare una Seven, scendere a compromessi con quel suo corpo anoressico e quella costante sensazione di farti sentire in bilico sulla lama di un rasoio che può affettarti da un momento all’altro. Il fatto di essere seduto rasente a terra è l’ennesimo compromesso che devi accettare per abbracciare la gloria del massimo coinvolgimento alla guida su una vettura dotata di volante e quattro ruote. La Caterham non è roba da pappamolle, ne è un esempio la durissima frizione o la seduta dannatamente rigida, figuriamoci se intendo farmi intimorire da una delle giornate più calde del mese di agosto. Alla possibile insolazione ci penserò dopo, adesso sono troppo impegnato a tenere in strada il piccolo proiettile inglese, che quando l’asfalto si fa più sconnesso percepisce ogni minima imperfezione sotto di me. A pochi millimetri sotto di me.
Dimenticate tutte le fantasie riguardo le campagne austriache, dimenticate l’aria fresca di paesini sovrastati da monti e prati immacolati, fatelo almeno per un attimo o perlomeno se decidete di non fermarvi nella più classica location alpina, ma proseguite verso nord-est, in direzione Linz, dove Caterham mi ha accolto per la prova della 275R, uno step più che valido per chi fosse al suo primo contatto con il costruttore inglese. Sapete benissimo di cosa si tratta, ma se proprio vi siete risvegliati da un sonno profondo, Caterham è un piccolo manufacturer britannico che ha rilevato da Lotus il progetto Seven, mantenendolo però fedele al mantra definitivo del “less is more”, dove in questo caso oltre a motore, cambio, sospensioni e freni, c’è davvero poco altro. Questo si traduce in una massa complessiva che resta, chilo più chilo meno, attorno ai 500kg e con tutta una serie di possibilità di rendere il vostro “sfilatino”, come viene affettuosamente chiamato da proprietari ed estimatori, in un piccolo ma devastante razzo, capace di sculacciare Porsche e Ferrari in pista e di prendervi a calci lungo la via verso casa, approfittando del fatto che sia perfettamente targabile e quindi adatta all’utilizzo su strada.
In un mondo un po’ strambo tutti noi guideremmo una Seven per andare da casa al lavoro, ma la nostra schiena ringrazia l’esistenza di berline, station wagon e qualsiasi altro tipo di vettura non ti costringa a indicibili acrobazie per salire a bordo. Detto questo, mi sto per l’appunto calando nell’abitacolo della 275R, come detto la giusta via di mezzo in quanto a rapporto peso/potenza disponibile nel listino Caterham, più potente e reattiva della entry level 160 e meno nervosa e impegnativa delle 310, 360 o delle esagerate 420 e 620, dove a seconda del Paese si ha un’ulteriore differenziazione, proprio come nel caso del vecchio continente (UK escluso) dove sono perlopiù importate 275 e 485. Tempo di figurarmi nella mente cosa significhi davvero un rapporto peso/potenza simile e mi trovo letteralmente incollato ai piccoli ma tutto sommato comodi sedili in pelle. Le regolazioni non sono certo il punto forte, ma la tenuta in curva è totale, soprattutto grazie alle cinture a 4 punti che una volta allacciate ti consentono giusto di muovere gambe e braccia per un solo scopo: guidare.
La Caterham Seven è un’auto che non dimostra affatto i 50 anni del suo progetto originario. Rinnovata e resa attuale grazie ad interventi estetici che non ne snaturano l’aspetto e che continuano a tenere viva la scintilla che ti trasmette il coraggio di gettarti a capofitto dentro a una strada tutta curve. L’auto tra le mie mani non è una 275R come mamma l’ha fatta, ma ha tutta una serie di accorgimenti che la rendono ancora più pura, un cambio manuale a 6 rapporti (invece che 5), freni a disco ventilati, cerchi Apollo da 13 pollici e 10 cavalli extra, giusto perché i 135 di base sembravano pochi. Sto scherzando ovviamente, ma di questo me ne rendo davvero conto soltanto dopo qualche chilometro trascorso a prendere le misure, dove imparo a non anticipare troppo gli ingressi in curva e soprattutto a fidarmi di un grip apparentemente sconosciuto a qualsiasi altra vettura che non costi almeno oltre i 150.000€. Oltre a me e al fotografo c’è un motore Ford Sigma da 1.6 litri, un 4 cilindri accoppiato ad una trasmissione manuale e la sola trazione posteriore. Sul lato destro il terminale di scarico sputa fuori una voce roca, coperta a malapena dall’aria che sovrasta il piccolo posto guida nel quale trova posto solamente lo stretto indispensabile. Sto parlando del piccolo volante Momo, un tunnel centrale rivestito in morbida ecopelle, la cortissima leva del cambio ed una plancia in fibra di carbonio tramite la quale controllare quel che serve per raggiungere velocità da infarto nel modo più folle possibile.
Dietro al volante ci sono tachimetro e contagiri, con indicatore di giri a LED aggiuntivo che aiuta quando disattivi il buon senso e non puoi per nessun motivo al mondo staccare gli occhi dalla strada. Accanto, indicatori dell’olio, acqua e benzina, ma questi non li guardi mai. Le strade attorno a Munzbach sembrano disegnate apposta per la Caterham, con un asfalto abbastanza ruvido da consentire alle piccole gomme Avon di mordere e sfruttare le alte temperature in loro favore. Adesso, dopo qualche chilometro in più alla guida, sento di poter affondare con più decisione sull’acceleratore e sfruttare uno spettro maggiore di giri motore ed è proprio qui che mi rendo conto di quanto la Seven 275R sia capace. È un’auto da guidare con le maniere forti, bisogna essere bruschi nei movimenti, proprio come quando il posteriore che allarga ti ricorda che di elettronica non ce n’è manco a parlarne. Nessun aiuto, nessun controllo esterno, sei solo tu e la dimostrazione che non sempre occorrono 500 cavalli per andar forte, figuriamoci per divertirsi. Metto giù e stacco la pesante frizione nel modo giusto, questo è il modo ideale per far venire un infarto a chi vi sta accanto, con la strada che viene vista da una prospettiva più bassa del solito e senza nessun tipo di barriera tra la vostra faccia e le file di alberi a lato. Il motore sembra quasi emettere un sibilo e ogni minimo attrito meccanico viene percepito dentro fino al midollo. Il volante va tenuto stretto come se fosse l’unica barriera tra voi e una fine vergognosa (in effetti è proprio così), ma una volta entrato in confidenza sento che la Seven non nutre timore per stradine strette e tortuose come nemmeno per gli allunghi più veloci, che danno modo di tenere giù il pedale del gas, perlomeno sinché hai il fegato di farlo.
Seppure la Caterham sia più un’auto da coinvolgimento alla guida, piuttosto che prestazioni pure, i numeri della 275R sono ugualmente impressionanti, con uno scatto sullo 0-100 km/h di appena 4,9 secondi ed una velocità massima che sfiora i 200 orari, ma qui ci vuole davvero tanto pelo sullo stomaco. L’esemplare in prova dispone anche di un pavimento ribassato, anche se gli sforzi di rendere il posto guida comodo terminano esattamente dove comincia il divertimento e cioè subito. C’è una levetta per attivare gli indicatori di direzione e chiederete al vostro passeggero di disattivarla il prima possibile, dato l’assordante rumore che emette, ma sono dettagli, piccole sfumature di un’immagine molto più grande e che sa farsi apprezzare anche quando slacci le cinture e prenoti una seduta dall’osteopata scendendo dal piccolo abitacolo. Spostare di pochi metri l’auto vi farà guadagnare una standing ovation da parte di qualche ambientalista, dato che si fa prima a mettere in folle e spingere, piuttosto che ricominciare il procedimento di seduta e messa in moto da zero. Le portiere si smontano in un secondo, ma in questo modo rinunciate agli specchietti retrovisori e ad un piccolo ma comodo riparo da sassolini che eludono i parafanghi anteriori. Non c’è nessun vano portaoggetti, bisogna guardare dietro di voi e stivare ogni cosa sotto al tettuccio opportunamente ripiegato, nel vano bagagli che sorprendentemente è in grado di ospitare almeno un paio di zaini.
La Caterham è un’auto impegnativa, soprattutto se volete sfruttarla dal 60% in su di ciò che è capace di offrire, ma in cambio sa darvi una visione completamente differente rispetto a tutto ciò che i soldi possano comprare. Puoi toccare terra con mano senza muoverti dal posto guida, puoi infilarti nelle curve come un missile impazzito, il tutto con costi di gestione contenuti grazie al peso minimo con il quale i freni si devono opporre. E poi il motore è pur sempre un Ford da 1.6cc, ma soprattutto senza elettronica, il che non è poco, soprattutto per chi adora sporcarsi le mani in garage. Una 275 viene a casa con voi con almeno 31.000€ di spesa, ma se vi fate prendere la mano e spuntate l’R Pack occorrono ancora 6.000€. Un esemplare come quello in prova arriva a costare poco meno di 50mila Euro, che non sono affatto pochi soldi per un giocattolo, nonostante sia così eccezionale, viscerale e unico. Quel che è certo è che se avrete l’opportunità di provarne una, vi si aprirà un mondo che non credevate potesse esistere e sarete assaliti dalla sensazione di dover imparare tutto da zero, cosa che in effetti è così almeno in parte. Per guidare veloce basta un’auto veloce, per andare forte con una Seven devi essere in grado di premere il grilletto e affrontare le conseguenze. Non devi temere di vedere il paraurti di un camion a pochi centimetri dal tuo naso o spolverare un guardrail con quel posteriore che adora mettersi di traverso e lasciarsi tirare via dallo stretto muso appuntito in mezzo alle due ruotine anteriori. Bisogna farci la mano, non diventerà un gioco da ragazzi in un pomeriggio, ma una volta entrati in confidenza ne uscirete più ricchi (a livello di esperienza) di prima. A quel punto ne sentirete la mancanza, accetterete i dolori alla schiena e bramerete di tornare di nuovo a bordo, non necessariamente tra i cordoli per fortuna, ma potendovi godere anche quella parte di viaggio che non relega la Caterham ad uno strumento da pista, ma al modo migliore per sentirsi felici dietro a un volante.
CATERHAM SEVEN 275R
Layout – Motore anteriore, trazione posteriore
Motore – 4 cilindri in linea 1.596cc
Trasmissione – cambio manuale a 6 rapporti
Potenza – 145 cv @ 6.900 rpm
160 Nm @ 5.200 rpm
Peso – 525 kg
Accelerazione – 4,9 sec.
Velocità massima – 201 km/h
Prezzo – da € 31.095 (€ 47.645 esemplare in prova)