
Ferrari California T: La Bella Italia
FERRARI CALIFORNIA T
LA BELLA ITALIA
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Testo di Alessandro Marrone
Foto di Jay Tomei e Giorgia Rossi
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Quando la sveglia suona prima che il gallo si svegli, significa che la giornata sarà piuttosto speciale. Molti attendevano il mese di Settembre per le ferie, altri perché lo dice una canzone dei Green Day – io perché ho appuntamento in quel di Maranello, in casa Ferrari, dove la nuova California T Handling Speciale mi attende per un giorno intero. Saranno poche ma intense le ore che avrò a disposizione e così ho pianificato con cura diversi dettagli, per consentire ai fotografi di fare il loro lavoro, ma anche per effettuare un test che sia in grado di fornirmi tutti i feedback necessari per poter dare il mio modestissimo parere sulla prima vettura turbo che sfoggia il Cavallino Rampante, dai tempi della osannata F40. Il viaggio verso Maranello scorre liscio e poco prima di lasciare l’autostrada vediamo sorgere il sole, preludio ad una calda giornata di fine estate. Facendo ingresso nella terra natia di Enzo Ferrari, ogni angolo parla di passione per la Rossa, ogni casa, ogni incrocio – siamo nel cuore della motor valley italiana, dove tutto ha avuto inizio e dove il sinonimo di supercar per eccellenza respira a pieni polmoni, in un’atmosfera quasi surreale, man mano che ci si avvicina a Via Abetone Inferiore. Varchiamo i cancelli e veniamo subito accolti dall’ufficio stampa che non perde tempo e ci illustra nel dettaglio la strada percorsa dalla prima serie di California di ultima generazione, passando per la nuova T, sino alla Handling Speciale, che da lì a poco sarà tutta per me.
Dici California e mi viene subito in mente una meravigliosa costa che da sull’oceano, un’acqua azzurra invasa da surfisti e bagnanti che sembrano usciti dai classici telefilm americani. Sole, aria aperta e libertà. L’originaria 250 California era proprio questo e fu voluta proprio per soddisfare una sempre crescente voglia di Ferrari nel mercato a stelle e strisce. Fu un successo globale e varie versioni seguirono a quella che probabilmente è la roadster più iconica al mondo, oggi come allora, a distanza di quasi 60 anni. Nella seconda metà del 2008, viene prodotta una 2+2 con V8 all’anteriore, tetto rigido ma ripiegabile ed anche in questo caso le vendite danno ragione a Ferrari, che mette a segno un importantissimo risultato, conquistando una clientela che non vuole assolutamente rinunciare alla comodità e che quindi opta per questa gran turismo decapottabile. Le prestazioni e l’handling non sono però paragonabili a quelli della F430 (berlinetta in produzione nello stesso periodo) e molto spesso, questa “Cali” viene etichettata come il modello per le femminucce. Sono passati 7 anni e la California è risorta con una letterina in più. La “T”, che sta per turbo, è qui per sottolineare come le cose siano radicalmente cambiate. C’è il ritorno alla sovralimentazione, dopo che fu abbandonata con la fine della produzione della estrema F40, c’è un look più fresco, con linee sensuali adatte ad una GT che deve saper far bene tutto, ma più affilate ed aggressive, e soprattutto c’è la voglia di mettere a tacere tutti i detrattori della precedente California, con un modello che si posiziona direttamente in scia alla berlinetta 488 GTB (entrata in produzione subito dopo). Ci dirigiamo verso il modello Rosso California che prenderò in esame oggi, un’intera giornata con la nuova Cali T Handling Speciale, ovvero quel pacchetto performance che dona upgrade estetici e meccanici di tutto rilievo e che contribuisce a spostare l’asticella delle prestazioni (e del divertimento) ulteriormente più su. Non resta che provarlo sulla nostra pelle e non c’è modo migliore per farlo, che portarla dove può correre libera e dare il meglio di sé, come il Commendatore approverebbe senz’altro: sulla Raticosa ed a tavoletta! Perché oggi, nel mio piccolo, celebro la nostra bella Italia, patria di motori e luoghi incantevoli.
Entro in auto ed infilo la chiave, una delle poche chiavi d’accensione che vanno ancora inserite in un mondo tempestato da tecnologie keyless. Indice sul pulsante Start ed il V8 prende vita, con il classico, inconfondibile ed incontrastato ruggito di un motore Ferrari. Lo scarico borbotta sinché il minimo non scende ed io decido di partire, dopo aver facilmente trovare la posizione di guida ideale, con volante e sedile regolabili in qualsiasi maniera voi vogliate. Quando abitui il mondo a degli standard elevati, devi essere sempre in grado di stupire con i fuochi d’artificio e Ferrari sa bene come fare. Percorro qualche via di Maranello, dove i passanti, nonostante siano abituati a questo tipo di spettacolo, non perdono l’occasione di ammirare questa Rossa con montanti e tettuccio nero – primo richiamo al pacchetto HS che andremo ad analizzare nel corso della giornata. Davanti a me c’è lui, quel Cavallino che ti fa sentire speciale, ti mette in pace con il mondo e ti fa immediatamente diventare amico di tutti; gente che ti saluta, alcuni si spostano per farti passare, altri scattano fotografie. Come puoi non sorridere? Oltre il volante in carbonio c’è la strumentazione, suddivisa in 3 quadranti: al centro il contagiri con l’indicatore della marcia utilizzata, a destra il tachimetro ed a sinistra il display digitale che indica il livello carburante, pressione pneumatici, assistenza alla guida ed altre cose utili per l’uso quotidiano, soprattutto quando hai più tempo da dedicargli, rispetto a quello che io oggi intendo dedicare ad altre due cose: il “manettino” ed il V8 biturbo là davanti. Sposto in “Sport” e lo scarico diventa più rumoroso, nel mentre abbiamo oltrepassato Bologna e stiamo salendo verso il parco giochi – il Passo della Raticosa. L’Handling Speciale non offre soltanto uno schema cromatico bicolore (anche se avrete comunque infinite possibilità di personalizzazione, tra esterni ed interni), ma un settaggio delle sospensioni più rigido (+16% all’anteriore, +19% al posteriore), una taratura migliorata per il cambio F1 e per le sospensioni magnetoreologiche ed un nuovo terminale di scarico, con valvola apri e chiudi pneumatica. Esteticamente c’è anche l’estrattore al posteriore e la griglia frontale rifinite in Grigio Ferro, con due nuovi terminali di scarico sdoppiati e dal design dedicato – all’interno un badge vi ricorderà di aver scelto una California T che ha tanta voglia di divorare la strada. Non perdo tempo e mentre le curve si fanno più accentuate, la strada diventa più libera e la voglia di amplificare ulteriormente il nuovo 8 cilindri biturbo mi porta ad accostare ed aprire il tettuccio. Occorrono appena 14 secondi per la trasformazione da coupé a cabrio e già che sono fermo approfitto per testare il launch control: piede sinistro sul freno, acceleratore che sale e BOOM. I 3,6 secondi per passare da 0 a 100 km/h sono veritieri e la progressione è costante, con un motore che entra in coppia gradualmente, proprio come un aspirato, non andando ad intaccare quel piacere di guida che da qui a poco entrerà nel vivo.
Lo sterzo è preciso, il grip è fenomenale, riesci a guidare la California T come se fosse un giocattolo. Se ne infischia del peso di quasi 1800kg, entra in curva e non sottosterza, dai un filo di gas in più per impostare il posteriore e ti ritrovi già fuori dalla curva, appeso al volante e con tre dita che trovano il paddle in carbonio che innesta la marcia successiva. Ad ogni cambiata corrisponde uno sparo che fuoriesce dai quattro terminali di scarico, una frustata sulla schiena e la voglia di tenere giù il più possibile, perché non ti rendi conto di dove sia il limite. Arriva una curva, poi un’altra e ti rendi conto che questa è tutta un’altra macchina rispetto al modello del 2008; questa la guidi con il coltello tra i denti, ma con la stessa facilità di quando la porti a passeggio, sfruttando il grande comfort di bordo e la comodità di avere due piccoli posti dietro ed un bagagliaio piuttosto capiente. I freni carboceramici sono il vostro salvagente, sono quell’arma che ti consente di esagerare quel po’ che basta, intanto loro faranno il resto, senza conoscere fading o affaticamento. Dopo un po’ di chilometri cominciano a fischiare e capisci che il gioco si sta facendo interessante. Manettino che va tenuto per qualche secondo su “ESC Off” ed i controlli trazione vengono completamente inibiti: adesso si fa sul serio. La colonna sonora è di quelle giuste, un 8 cilindri turbo che suona e si comporta come un aspirato, un impianto di scarico che ha sempre voglia di festeggiare e le urla del fotografo che vuole a tutti i costi scendere, usando come scusa la necessità di qualche scatto dinamico. Il limitatore di coppia è l’ennesima innovazione Ferrari e, per dirla in parole povere, ha il compito di limitare l’erogazione della coppia stessa a seconda della marcia utilizzata: in questa maniera non si evita soltanto dispersione di potenza, ma si può godere di un’erogazione più lineare e costante, come se fossimo al volante di un aspirato. Fantastico. Proprio come i 560 cavalli di potenza (pensate, appena 10 in meno rispetto alla 458 Italia, e ben +100 rispetto al modello precedente), disponibili a 7500 giri e che rendono ogni accelerazione una costante ricerca della traiettoria ideale da seguire per non alleggerire il piede dal gas. Se però manca quel filo di coraggio necessario a tener giù decisi, poco male, i 755Nm di coppia motore faranno il resto e vi riporteranno a velocità da ritiro di patente prima che ve ne rendiate conto.
Giunti in cima al Passo della Raticosa, colgo l’occasione per cominciare a fare qualche ragionamento. Con ancora il sangue che bolle nelle vene e l’adrenalina a mille, ansioso di continuare a guidare e guidare, mi rendo conto che lo standard rappresentato dalla nuova California T è qualcosa di esagerato. Rappresenta senza ombra di dubbio la gran turismo definitiva: bella, comoda, veloce, rumorosa e pratica. Altro miglioramento è quello rappresentato dal consumo carburante (10,5 l/100 km) e dalla riduzione delle emissioni di CO2 (250g/km), quest’ultima voce molto importante per il mercato USA. Ecco, ripenso proprio ai discorsi di mercato, ai numeri, alle vendite e soprattutto all’ipotetico cliente di questa Cali T. A differenza del modello che l’ha preceduta farà la gioia di ogni suo proprietario, anche di quelli che non vogliono compromessi quando si tratta di pestare pesante sull’acceleratore. La Handling Speciale è un ulteriore step che senza mai risultare scomoda o troppo rigida, riesce a regalare un’esperienza di guida ancora più viva e pura. Mi ritrovo completamente imbambolato ad osservare il suo tre quarti posteriore, quando mi viene dato l’ok. Possiamo ripartire – non aspettavo altro! Il passo della Raticosa lascia il posto al passo della Futa e la strada si fa sempre più libera e sempre più divertente. Curve di medio raggio lasciano spazio ai tornanti ed il posteriore lascia il suo autografo sull’asfalto, raggiungendo l’apice del godimento alla guida nel momento in cui gli pneumatici le provano tutte per trovare la trazione ed il motore sale improvvisamente di giri. È una bolgia, se questo è l’Inferno, spero che il diavolo mi stia guardando. Mai e poi mai avrei pensato di poter guidare così una comoda ed elegante 2+2 e la cosa pazzesca è proprio la doppia natura che nasconde: guidatela sotto ai 2200rpm ed avrete una silenziosa cruiser adatta ad un viaggio o ad una guidata in totale souplesse, tenetela vicina al limitatore e capirete che i motori turbo sono cambiati radicalmente e che rappresentano il presente, il futuro e tutto ciò che possiate volere da un’auto sportiva. Pranzo obbligatoriamente al sacco (non vogliamo mica perdere tempo per nutrirci oggi) e si continua a guidare su queste magiche strade che profumano di passione e libertà. Coccolato dai fantastici sedili in pelle con impunture rosse, lancio un occhio ai cavallini rampanti sparsi qua e là per l’abitacolo, mi cimento con l’infotainment che ospita anche un sistema di navigazione aggiornato e più intuitivo al centro della plancia ed entro in confidenza con il nuovo TPE (Turbo Performance Engineer), situato tra due bocchette dell’aria condizionata e che vi consente di tenere sotto controllo la pressione del turbo attraverso due utili parametri: il TR (Turbo Response) che indica la percentuale di massima riserva del motore a seconda dell’andatura, ed il TE (Turbo Efficiency) che indica la massima efficienza del motore in fase di marcia.
Tanta tecnologia, ingegneria all’avanguardia e coinvolgimento analogo a quello delle eccezionali berlinette della casa quindi – continuo a guidare e noto che il Sole sta lentamente facendo capolino verso il basso. Le ore sono passate inesorabili e penso a come poter fuggire tenendomi l’auto, ma non trovo vie di scampo abbastanza convincenti. Molte auto ti catturano sin da subito, con alcune basta uno sguardo di intesa, con altre qualche chilometro, ma solitamente occorre qualche giorno per entrare in sintonia e capirsi a fondo. Con la California T HS è come un colpo di fulmine – tralasciando il suo aspetto estetico reso ancora più sensuale ed al tempo stesso sportivo ma con la classe necessaria per essere ammirata come la più elegante della festa, ciò che mi ha letteralmente stregato è il feeling alla guida. Ti sembra di conoscerla da sempre e prima che te ne accorga sei già follemente innamorato. Purtroppo per me occorrono almeno 190.000€ per portarne a casa una, ai quali vanno aggiunti i circa 7.000€ dell’HS package, a mio avviso da avere assolutamente in fase di configurazione del vostro modello. Mamma Ferrari è riuscita ancora una volta ad innovare, senza perdere quelle caratteristiche che rendono i suoi modelli degli esseri viventi dotati di una vera e propri anima. Con la scusa di assicurarmi di non aver dimenticato nulla al suo interno, ritorno in auto e la osservo ancora una volta, stringo nuovamente quel volante tra le mani e rileggo sottovoce il suo fantastico nome, che finalmente verrà sempre pronunciato accanto a complimenti, lodi e plausi meritevoli. Ferrari è la fabbrica dei sogni, di quelli concreti che possiamo guidare e magari comprare. Ogni volta che ne guidi una e scendi, sai bene che affronterai un periodo di tristezza assoluta, una sorta di sindrome di distaccamento che poi, fortunatamente tende ad affievolirsi. Ma nella notte capita di svegliarmi, emettere strani versi e cercare le palette dietro al volante. Poi mi sveglio, mi guardo intorno e non trovo la mia Ferrari… Ah, la mia Ferrari…
FERRARI CALIFORNIA T HS (2016-)
Layout – Motore anteriore, trazione posteriore
Motore – V8 cilindri 3.855cc + twin-turbo
Trasmissione – cambio automatico a 7 rapporti
Potenza – 560 cv @ 7500 rpm
755 Nm @ 4750rpm
Peso – 1730 kg
Accelerazione – 3,6 sec.
Velocità massima – 316 km/h
Prezzo – da 197.000 €