
Iso Rivolta
TRE TAPPE PER SCOPRIRE UN TESORO FINORA TROPPO NASCOSTO
La tradizione automobilistica della Iso inizia nel 1953 con la Isetta. Le dimensioni ridottissime e le innovative soluzioni tecniche adottate non aiutano le vendite di un’auto che ha preceduto i tempi di oltre 40 anni tanti ne sono passati infatti prima della comparsa sul mercato della Smart. Tuttavia lo scarso successo commerciale in Italia è compensato dall’exploit più che favorevole all’estero che danno risorse per nuovi progetti. Renzo Rivolta decide così il salto di livello sull’onda del grande favore che riscuotevano le esotiche GT italiane specialmente negli USA. Contando sulla straordinaria collaborazione di Giotto Bizzarrini, nasce la Iso Rivolta GT vero e proprio concentrato di sapienza e qualità costruttiva.
L’intuizione di Renzo Rivolta si dimostra molto presto azzeccata e i ruggenti anni 60 chiedono ben presto un nuovo e più sportivo modello, un due posti secchi con motorizzazione V8, la Iso Grifo, che ben presto si troverà a dividere il palcoscenico con altre agguerritissime colleghe plurifrazionate: Ghibli, Miura, Mangusta solo per citare quelle più note. La Iso Grifo condivide le soluzioni tecniche implementate sulla IR 300/340 oltre al superbo telaio progettato dal duo Giotto Bizzarrini/Pierluigi Raggi
Il lancio della Maserati Quattroporte equipaggiata con il potente 4200 V8 derivato dal propulsore della 450S montato anche sulla 5000GT crea un nuovo segmento prima inesplorato, quello delle berline ad altissime prestazioni. Renzo Rivolta o meglio il figlio Piero intuisce le nuove potenzialità del mercato e mette in cantiere la S4 (acronimo di quattro sportelli). Contemporaneamente i mitici sixties cedono il passo ai nuovi seventies e compare la Lele in sostituzione della IR300/340. Linea emblematica disegnata dall’eclettico Marcello Gandini che ancora oggi fa discutere ma che raccoglie sempre più estimatori che in quest’auto vedono “the best driving Iso ever made”.