
Tesla Model X 100D: The X-Files
TESLA MODEL X 100D
THE X-FILES
Testo: Alessandro Marrone
Fotografie: Andy Williams
Avevo saggiato le potenzialità della Model X, la prima Tesla che avessi mai guidato, una mezza dozzina di mesi prima, ma data la quantità di informazioni diametralmente opposte rispetto a quanto sia abituato di solito, trovarmi di nuovo a che fare con il grosso SUV di Elon Musk mi si pone come il modo migliore per analizzare a mente fredda quanto di concreto rappresenti il progetto Tesla, l’ambiziosa visione di un mondo popolato da sole automobili elettriche. Lasciato il Design Studio di Milano e dopo esser vomitato fuori dall’insostenibile traffico della metropoli, riesco finalmente a concentrarmi su ciò che avrò a disposizione per la settimana successiva, un lasso di tempo che può sembrare ridotto, ma che in realtà è perfettamente idoneo almeno per capire se un’auto elettrica possa essere utilizzata su base quotidiana – soprattutto senza vivere con la costante ansia da ricarica.
TUTTO QUEL CHE C’E’ DA SAPERE
La Model X mi aveva letteralmente sbalordito, anche se non saprei dirvi di preciso cosa mi avesse lasciato più di stucco. Forse quel muoversi nel completo silenzio, senza nemmeno il minimo fruscio dell’aria sulle morbide linee della sua carrozzeria a cuneo, o magari quello spazio interno reso un tutt’uno con il cielo sopra di me grazie al cristallo anteriore più ampio in listino. O probabilmente sarà stato merito di quella sensazione che si prova quando si ha a che fare con qualcosa di nuovo, di insolito – la prima volta non si scorda mai del resto. Ed il suo sapore ti resta impresso per diverso tempo, accrescendo quel desiderio che quell’incontro non sarebbe dovuto finire così presto.
Qualche mese fa avevo elogiato la grossa Model X e la possibilità di analizzare più nel dettaglio questo ritrovato tecnologico sputato fuori dai sogni fantascientifici dei nerd più estremi mi galvanizza non poco. La Model X ha tre modelli differenti in listino, rappresentati dalla 75D, l’entry level con batteria da 75 kWh ed un’autonomia stimata di 417 Km, la 100D come quella in prova, che dispone sempre di due motori ma più grandi, da 100 kWh e con un’autonomia di circa 565 Km. In cima al listino c’è la P100D, ancora più potente e ricca nelle specifiche, con batteria da 100 kWh e 542 Km di autonomia (che saranno molti di meno, date le sue prestazioni, come i 3,1 secondi per lo 0-100 km/h!). Per ognuna di esse si parla quindi di propulsione esclusivamente elettrica, con un motore che si occupa dell’asse anteriore e uno che da energia a quello posteriore. Con Tesla bisogna adottare tutto un altro tipo di terminologia, ricominci da zero ed è qui che ti rendi conto che rappresenta un vero e proprio cambiamento. La trazione è quindi integrale e non c’è un cambio, ma un singolo “rapporto” di marcia in avanti ed uno di marcia indietro. Questo significa che la “coppia” (e lo scrivo tra le virgolette, perché in realtà si tratta di forza di spinta) è immediata e totale, altro aspetto che ti sorprende non poco ad ogni pedalata. Traducendo in numeri i valori delle batterie della 100D, stiamo parlando di circa 538 cavalli e 970 Nm – ho reso l’idea?
La Model X è in grado di andare forte come una sportiva, ma non punta a bruciare qualche supercoupé al semaforo, ambisce a qualcosa di più sostanzioso e ben più difficile. Pesa due tonnellate e mezzo e può essere configurata con 5 (di serie), 6 (+ €6.400) o 7 (+ €3.200) posti, e proprio a proposito degli occupanti posteriori, la massima attenzione per un viaggio nel futuro è riservata al meccanismo di apertura delle portiere posteriori denominate ad ala di falco, le quali necessitano di appena 30cm per spiegarsi verso l’alto a seconda di eventuali ostacoli laterali. Sono dotate di svariati sensori e di un complesso meccanismo che è azionabile dal grande display di bordo, dalla chiave o dagli appositi pulsanti sistemati sui montanti centrali. La Model X avrà pure un look sobrio per quanto riguarda l’esterno, complice anche la necessità di mantenere basso il coefficiente aerodinamico al fine di non dover far fronte ad un consumo di energia elevato, ma una volta a bordo avrete accesso ad un mondo tutto nuovo.
Le portiere anteriori si aprono non appena ci si avvicina e si richiudono con la pressione del pedale del freno – a quel punto l’auto è accesa e pronta a partire. Basta spostare la leva del “cambio” in Drive e si comincia a giocare, non prima di aver dato uno sguardo a tutto ciò che concerne il comfort di bordo. In questi termini si ha una risma pressoché infinita di opzioni, scegliendo l’altezza dell’assetto, l’illuminazione di bordo, la possibilità di far muovere lentamente in avanti la vettura una volta rilasciato il pedale del freno e così via. Tutto viene controllato mediante il mastodontico display touch screen da 17 pollici, fatta eccezione per gli indicatori di emergenza ed il pulsante che aprirà il cassettino porta oggetti posto di fronte al passeggero. Tra le schermate, regolabili anche in split screen, si passa facilmente dal climatizzatore alle configurazioni della vettura, le statistiche di ricarica e di autonomia, Internet, radio (collegata a Spotify) e quindi navigatore satellitare con mappe Google, il quale è in grado di calcolare eventuali soste lungo il percorso impostato, andando ad indicare le stazioni di ricarica più idonee rispetto all’itinerario. Al momento, in Italia, ci sono 26 superchargers, 190 colonnine e ben 400 destination chargings (strutture ricettive che offrono colonnine di ricarica convenzionate con Tesla), quindi state pur certi che rimanere a piedi a bordo strada è estremamente difficile. Le batterie sono garantite per 8 anni e con chilometraggio illimitato, ma adesso basta con la parte noiosa, è venuto il momento di accantonare la teoria e dedicarsi alla pratica.
DRIVING EXPERIENCE
L’errore più comune che sento quando si parla di Tesla è accusarla di carenza di emozioni. Ricordiamoci che stiamo parlando di un SUV (in questo caso, di una berlina nel caso della Model S) e quindi di una vettura che come obiettivo primario ha comfort e praticità. Di SUV performanti ce ne sono e di certo non strizzano l’occhio a portafogli che non siano abbastanza gonfi da permettere di infischiarsene di autonomia residua, consumi e discorsi simili – Tesla non rinnova, Tesla rivoluziona, e se la Roadster manterrà le promesse, allora ci siederemo ad un tavolo per affrontare un discorso molto spinoso e che dividerà in due gli appassionati. La Model X è un oggetto che viene dal futuro, difficile da capire a meno che non si abbia modo di provarlo con calma, andando a scoprire le mille sfaccettature di una connettività con l’auto totale, capace di trasmettere al vostro smartphone la posizione, lo stato di ricarica, senza dimenticare quelle divertenti “americanate” come l’apertura delle portiere a distanza ed il Summon, pensato per far muovere autonomamente l’auto in avanti e indietro di qualche metro, ma utilizzato prettamente per impressionare amici e parenti. Guidarla è rilassante, coccolato su morbide poltrone in pelle e nel silenzio più assoluto. Questa volta non c’è un bel V8 a deliziare i miei timpani, così accedo a Spotify e faccio partire una playlist di quelle giuste, godendomi l’alta qualità dell’impianto audio. Anche i Metallica mi danno ragione oggi, mentre suonano “It’s Electric” dei Diamond Head. Non c’è dubbio, è elettrica, ma è anche intelligente, tanto da essere in grado di guidare da sola, in autostrada come su strade secondarie, analizzando il traffico circostante, i segnali stradali e persino gli incroci, gestendo in completa autonomia acceleratore, freno e sterzo.
Ma non intendo vivere in un mondo popolato da semplici macchine, amo le automobili ed allora riprendo il controllo della situazione e faccio finta di indossare i panni del Capitano Kirk, premendo il pedale destro sino in fondo. È inutile, non mi abituerò mai ad una tale risposta, a quella spinta immediata e costante che mi fa allontanare seguito da un leggero sibilo. Il freno è sensibile e potente, c’è pochissimo rollio a conferma del fatto che quando si è di fretta, la Model X non vi farà rimpiangere la Porsche lasciata in garage. In molti si voltano al suo passaggio, nessuno sa resistere alle portiere ad ala di falco, ma provate a portare a bordo qualche amico scettico e fargli vedere cosa vuol dire accelerare a tavoletta con l’elettrodomestico più veloce al mondo. L’autonomia scende a vista d’occhio, mea culpa, ma non mi importa, questo grosso computer su ruote ha già previsto che occorrerà un pit-stop di venti minuti scarsi – giusto il tempo di prendere un caffè – ricaricare le batterie e sarà pronto a macinare altri chilometri. Non c’è stato un attimo di incertezza durante i miei giorni alla guida della Model X, in nessun’occasione ho temuto di finire la carica e finire in una spasmodica ricerca di qualche presa di corrente. Musk ha fatto bene i suoi compiti e, che piaccia o no, una Tesla può perfettamente rappresentare l’auto che state cercando per il casa-lavoro o casa-vacanze che farà parte dell’80% della vostra vita. Sa anche divertire, o meglio intrattenere, ma il restante 20% lo avreste comunque dedicato ad una sportiva vera, un qualsiasi SUV ne sarebbe off limits. E quindi perché vivere con il paraocchi, nella paura che magari vi piaccia, perché per ciò che offre 113.000€ non sono affatto tanti, anche se al momento non siamo in grado di valutare una rivalutazione dell’usato. La rete vendita aumenterà, come anche i superchargers ed allora, a meno che non viviate dispersi su qualche monte al di fuori da tutti e tutti, la Model X ha senso. Non giudicate qualcosa che non conoscete, ma cercate di capire cosa rappresenti e cosa potrebbe fare per voi. Non fatevi sopraffare dall’ignoto, ne resterete stupiti positivamente. Io ci voglio credere.
TESLA MODEL X
Layout – batteria da 100 kWh – trazione integrale
Motore – doppio motore elettrico – 565 Km di autonomia (NEDC)
Trasmissione – presa diretta a 0 rapporti
Potenza – 538,95 cv / 970,86 Nm
Peso – 2.389 kg
Accelerazione – 4,9 sec.
Velocità massima – 250 km/h
Prezzo – da 113.550 €