
Viaggio Nel Futuro
Testo e Foto di Davide Carletti
E tutto ebbe inizio da un modellino in scala 1:43, quel modellino che puoi trovare come “special gift” quando compri una BMW e che l’anno scorso mi fu proprio regalato: l’affascinante Bmw Vision EfficientDynamics, prototipo di una coupé 2+2 ibrida che combinava le performance di una BMW M, con i consumi e le emissioni di un’utilitaria di ultima generazione.
Chi l’avrebbe mai detto che, a distanza di un anno, proprio quella macchina sarebbe stata la protagonista di questo importante “road trip” che ci ha visti partire da Torino per arrivare a Montecarlo (andata e ritorno).
Compagno di viaggio, un amico ed un grande professionista amante dei motori, Davide Manera, ovvero “PIT STOP Supercars”, un nuovo modo di condividere i motori, con eventi e incontri, tour fatti da e per chi ama davvero guidare e vivere le esperienze dei viaggi su strada in modo dinamico ed aggregativo.
Ci ritroviamo così da Bi Auto, la concessionaria che ci ha fornito la vettura. Ad accoglierci la gentilissima Francesca di Martino, responsabile del programma “i”, che ci ha presentato le caratteristiche peculiari del modello e dopo le classiche firme di “rito”, ecco che finalmente ci troviamo nel piazzale e arriva lei, la BMW i8, bella nel suo elegante argento metallizzato, gli interni color caffè e panna ed è subito “start”.
La prima tappa del nostro viaggio ci vede partire dal centro di Torino, dove utilizziamo la vettura in modalità totalmente elettrica. Non si sente nulla e questo subito ci spiazza, ma in fondo la macchina è una Hybrid e come tale il motore elettrico si fa “sentire” con il suo sibilo inconfondibile e l’unico piccolo fastidio lo avvertiamo da una leggera vibrazione della lente dello specchio retrovisore sinistro, che sui san pietrini del centro e sulle rotaie dei tram vibra più del dovuto, ma per il resto il silenzio e la pace sono solo rovinati dal caos cittadino e dai clacson degli automobilisti più indisciplinati.
Ormai in uscita dalla città il desiderio di mettere alla prova la vettura è grande ed è per questo che, dopo aver spostato il selettore del cambio su “sport”, tutto cambia. Il sibilo diventa un sound incredibile, la risposta dello sterzo e del pedale del gas cambiano in modo repentino ed il quadro degli strumenti totalmente digitale varia il colore, e dal rassicurante azzurro ghiaccio si passa al rosso/arancio, una sfumatura che più forte ed aggressiva non potevamo chiedere.
Le marce vengono divorate una dopo l’altra, così come l’asfalto che sulla rampa dell’autostrada ci porta verso una parte di viaggio che non richiede grandi sforzi e in un attimo mi ritrovo oltre la velocità stabilita dal codice e l’accelerazione è davvero imponente.
A bordo la posizione di guida è molto facile da trovare, le regolazioni elettriche sono estremamente precise; l’unico difetto è il montante anteriore molto inclinato per via del parabrezza spiovente e lateralmente la visuale, soprattutto in città, non è ottimale, ma siamo di fronte ad una sportiva di sicuro molto particolare, estremamente di razza e qualche compromesso lo si deve accettare. Dopo un breve tratto autostradale dove si apprezzano le grandi doti telaistiche della i8, rigida ma per nulla scomoda ed alquanto ben insonorizzata, ci dirigiamo verso la prima tappa ed il primo “cambio pilota” di questa intensa giornata. Dalle strade pianeggianti e lineari, si passa ai tornanti che ci fanno salire fino ai quasi 1100m di altitudine nella bellissima località sciistica di Limone, Piemonte. Il cambio di guida coincide con un rapido caffè ed uno spuntino di mezza mattinata tutto fatto di super fretta, perché la tabella di marcia è da rispettare e le cose da vedere e fotografare sono ancora tante.
La tranquillità che si ha alla guida la si perde un pò quando si è passeggeri, perché il mio omonimo Davide ha il piede pesante ed una guida molto sportiva che ben si adatta a questa supercar. La modalità sport è davvero gratificante, in questa fase infatti il motore termico è sempre acceso e l’elettrico non pensa ad altro che a fargli fare bella figura. È il settaggio meno “green”, ma basta riportare la leva del cambio in “Drive” e la BMW i8 passa in “Confort”: la natura ibrida diventa protagonista, i due motori duettano (o si passano il testimone, a seconda delle situazioni) e si può guidare con tutta la tranquillità che si desidera. Tralasciando l’andatura non troppo da “passeggio” del mio compagno di viaggio, posso finalmente dedicarmi, da vero amante delle auto e dei dettagli, ad analizzare la qualità della vita a bordo di questa BMW. Ho notato un abitacolo decisamente “ben fatto” e ricco di particolari molto curati, i sedili della vettura in prova avevano diverse tipologie di materiali, dalla pelle al tessuto tecnico a nido d’ape traspirante che sarebbe di certo apprezzabile con i grandi caldi estivi, la plancia e la consolle sono tutte rivestite di pelle ed il tutto è molto piacevole non solo per gli occhi ma anche al tatto. Non abbiamo riflessi eccessivi sul parabrezza ed i vani porta oggetti sono assolutamente sufficienti per permettere ai due occupanti di poter riporre tutto in modo ordinato.
I posti dietro non sono più che due piccolissime poltroncine sempre ottimamente rivestite, ma poco utilizzabili e siamo su una vettura non per la famiglia e lo stesso problema si ha per il piccolo baule posteriore, dove troviamo giusto il posto per i cavi della ricarica e per un bagaglio sufficiente per passare fuori il week end.
Siamo ormai in prossimità del confine di stato e, dopo aver fatto alcune fotografie nel tratto francese, riprendiamo l’autostrada in direzione Monaco ed in pochi minuti ci ritroviamo nel cuore della bomboniera monegasca dove la i8 diventa l’oggetto di tanti sguardi e fotografie dei curiosi che la osservano e fanno fatica a riconoscerla, perché è così bella e particolare, quanto poco vista persino nel Principato di Monaco, dove le auto sportive e di lusso la fanno da padrone. È ora di un piccolo break per la pausa pranzo e sfruttiamo una delle tante colonnine presenti in questa città, che ha fortemente appoggiato l’idea delle auto elettriche, per consentire sia a lei che a noi di ricaricare le batterie.
Dopo un veloce pranzo ed una ricarica “lampo” abbiamo ancora il tempo per qualche scatto lungo il porto e le principali curve dell’affascinante Gran Premio, prima di ripartire. Ritorno alla guida e, decisamente stanco, prediligo la modalità comfort, meno estrema della sport, per assicurarmi un tragitto più sinuoso e meno scorbutico. Importante menzione anche a tutti i dispositivi di sicurezza passiva che segnalano la distanza minima dal veicolo che ci precede e rallentano la vettura anticipandone la frenata, diminuendo così il rischio di incidente e tutte le relative conseguenze.
Risalgo il Colle di Tenda e mi fermo per un cambio rapidissimo di pilota, l’ultimo della giornata, perché, colpa del tratto alternato del tunnel che collega Italia e Francia, l’attesa al semaforo ci ha fatto accumulare circa mezz’ora di ritardo e diventa quindi d’obbligo ricorrere alla modalità Sport, oltre ad una guida più decisa, per recuperare il tempo perso.
Tra un sorpasso e l’altro è già tempo di fare dei bilanci sulla prova di oggi. Arriviamo nel centro di Torino e con la carica elettrica rimasta ci godiamo il comfort acustico della modalità “total Green”, appena prima di arrivare in tempo dagli amici di Bi Auto per la riconsegna della vettura. Ringraziamo la gentilissima Francesca ed il suo staff che ci aspettano per chiederci le impressioni sulla giornata appena trascorsa e ci salutiamo con la promessa di rivederci ancora.
Il progetto “i” affascina e merita sicuramente un po’ più di attenzione per ciò che rappresenta, soprattutto in un Paese come l’Italia, che è ancora troppo indietro con la diffusione di questo concetto di mobilità sostenibile. La giornata volge al termine e non ci rimane che un ultimo giudizio su questa affascinante sportiva.
La Bmw i8 è una delle auto più complesse mai messe in produzione, un oggetto per amanti della tecnologia (automobilistica e non), che merita di abbandonare la sua nicchia per diventare una reale concorrente di grandi classici come, per esempio, le blasonate Porsche, pur con tutte le differenze del caso. Sarà strana, sarà diversa, sarà tutto quello che volete, ma non costringe a nessun tipo di compromesso. E non è certo una cosa da poco.