
Volkswagen-Porsche 914 | La Mia Youngtimer
Volkswagen-Porsche 914 | La Mia Youngtimer
Testo e foto Originali di Roberto Marrone / Foto Archivio Volkswagen-Porsche
C’è una fascia di auto d’epoca che, nonostante la cronica crisi che attanaglia tutti i settori, riesce a ritagliarsi un proprio spazio, è quella delle youngtimer. Questa categoria permette specialmente ai giovani di avvicinarsi al mondo delle auto storiche, soprattutto perché molti modelli si riescono ad acquistare a prezzi piuttosto convenienti. Oltretutto non bisogna dimenticare che eventuali interventi sulla meccanica possono risultare molto più economici rispetto ad analoghe vetture moderne, magari ricche di accessori, ma non sempre indispensabili e dove l’elettronica la fa ormai da padrona. Guidare una vettura senza servosterzo, con cambio meccanico, senza correttore di assetto, può certamente risultare un vantaggio, anche per imparare veramente a guidare. Certo che ABS e air-bag, per non parlare di un impianto frenante potente, sarebbero senz’altro utili, ma in fin dei conti basta trovare il giusto compromesso, in base alle esigenze di ognuno e spaziando attorno agli anni ‘80 la scelta è vastissima e può accontentare chiunque. In quel periodo, certe comodità erano comunque già presenti, anche se come optional.
Da sempre la mia passione, nell’arco degli anni sono state tante le auto acquistate, spaziando tra varie marche e modelli. Ognuna di loro inevitabilmente evoca molti ricordi essendo legate agli anni della giovinezza ed anche se alcune davano qualche problema, ripenso a loro con affetto. Certo partendo dalla metà degli anni ‘70, sono state molte, forse troppe, ma acquistandole d’occasione, tutto diventava più gestibile e inoltre venderle non era così complicato come oggi. Erano molto differenti da quelle odierne e non solo dal lato estetico, ognuna aveva caratteristiche, qualità e necessitava di accortezze e approccio alla guida specifico. Non erano certo esenti da difetti, ma quelle veramente “sbagliate” eviterò di prenderle in esame, in quanto non riuscirei ad essere pienamente obiettivo e comunque, potrebbe sempre trattarsi di un esemplare che in precedenza non abbia avuto le dovute cure ed attenzioni. Quindi, eventuali anomalie riscontrate o doti inaspettate sono da considerarsi assolutamente casuali e soggettive a quella utilizzata in quel momento dal sottoscritto, il quale cercherà di condividere con voi quelli che sono alcuni degli aneddoti principali del mio tempo trascorso con queste arzille vecchine.
EPISODIO 1 – Volkswagen-Porsche 914
Tralascerei le primissime, ovvero FIAT 500 e FIAT 127 e passerei al primo acquisto fatto per gusto e non per necessità, ovvero una VW-Porsche 914. Era bianca, con dei bei cerchi in lega, sulle fiancate spiccava la scritta “Porsche” anche se più che altro era una Volkswagen. Montava infatti il 1.700 cc a 4 cilindri da 86 cavalli, ma faceva la sua figura, l’importante era non cercare il confronto diretto in accelerazione, che altrimenti sarebbe costato una brutta figura. La sua linea era fuori dai soliti schemi, bassa e larga, con le ruote giuste non passava inosservata. All’interno molto spazio per due con una seduta molto bassa, gambe semisdraiate, volante verticale all’altezza viso, tutto ciò dava il senso della sportività e poi alcuni classici strumenti Porsche, il freno a mano sulla sinistra, il cambio Porsche (almeno quello) ed il volante tipico della casa, anche se non bello. I fari che ruotavano erano molto coreografici, mentre il tetto si toglieva velocemente e trovava posto nel vano posteriore, che all’occorrenza fungeva da secondo baule, mentre quello più capiente e profondo era davanti. Per accedere al motore centrale (si fa per dire, dato che era un’operazione scomodissima) c’era infatti uno sportellino nero grigliato, largo un palmo e lo si apriva con un comando che si trovava aprendo la portiera del guidatore, ma con buone doti da contorsionista forse si poteva riuscire almeno a sostituire le candele.
Devo dire che a livello meccanico non ebbi mai nessun problema, solo qualche guaio con l’avviamento per colpa della pompa della benzina. Come detto, le prestazioni non erano entusiasmanti, era più un’auto da passeggio pur se portava un nome importante. La usai anche in qualche viaggio più lungo rispetto al solito, e una volta lanciata viaggiava bene, anche se tirandola per il collo il consumo era piuttosto elevato ed in proposito ricordo quel giorno che dovendomi recare a Firenze, contrariamente al solito, feci il pieno di benzina. Questo peso “anomalo”, alla prima curva, a seguito di una brusca accelerata provocò una leggerissima derapata, cercata e prevista sul posteriore, che a sua volta innescò un effetto pendolo immediato sull’anteriore, davvero poco piacevole in quanto inaspettato. Dovevo ancora prendere l’autostrada, ma rischiai di entrare a prendere un caffè in un bar direttamente con la vettura, un po’ di paura e nulla più. Mi accompagnò per un anno circa e quando trovò un nuovo proprietario, potevo ritenermi soddisfatto, dato che riuscii a venderla a più di quanto l’avessi pagata e senza aver effettuato riparazioni costose e nemmeno manutenzioni particolari. Pur se modesta come prestazioni, la ricordo molto ben conservata, materiali robusti e ben assemblati, idem per la carrozzeria che non presentava nessun punto di corrosione, anche negli angoli più nascosti. Con la complicità di un amico usammo la 914 anche per fare qualche scherzo a una coppia di anziani meccanici che avevano l’officina vicino casa e che conoscevamo da moltissimo tempo. In pratica, uno di noi portava l’auto da loro, chiedendo di sostituire le candele e senza perdersi in spiegazioni, se ne andava in tutta fretta. Il seguito lo vedevamo da dietro l’angolo del palazzo e aveva le caratteristiche e i tempi di una vera comica: un meccanico apriva il cofano anteriore e poi quello posteriore, dopodiché rientrava in officina ed uscivano in due, si scambiavano sguardi di stupore, si interrogavano a vicenda su quella cosa misteriosa, uno si abbassava per guardare sotto, riprovavano a riaprire davanti e dietro, senza individuare il piccolo sportello centrale e senza risolvere il dilemma, poi mestamente rientravano e solo in un secondo tempo noi tornavamo, sempre in fretta a ritirare l’auto. Beh, eravamo ragazzi
…
Dovrei anche aggiungere che pochi anni dopo, consigliai a un mio amico l’acquisto di un esemplare di 914 trovata davvero in condizioni pari al nuovo. Era arancione e sul paraurti anteriore e posteriore, che sulla mia erano total black, la sua montava delle rifiniture cromate. La conservò per un paio d’anni, pure lui senza mai avere problemi.
In chiusura una brevissima pagella per evidenziare alcuni tra pregi e difetti (ovviamente giudizio assolutamente soggettivo e riferito all’esemplare posseduto).
PREGI: look, affidabilità, freni.
DIFETTI: prestazioni scarse, consumo elevato.